La politica ha bisogno di liberare la discussione pubblica dalla retorica delle moderne piramidi, delle grandi, costose ed inutili grandi opere per i nuovi Faraoni. La più grande opera di cui l’Italia ha bisogno è la messa in sicurezza e la salvaguardia del proprio territorio sia nelle realtà rurali che in quelle urbane.
Non possiamo più sprecare risorse economiche e ambientali, non vogliamo perdere altre vite umane. Sono costi inaccettabili per un Paese che si vuole definire civile e moderno.
Di fronte alle scene che guardiamo attoniti in tv, di fronte a queste emergenze ambientali e umane, pensiamo che sarebbe l’ora della convocazione di una seduta straordinaria del Parlamento in forma congiunta, per discutere finalmente di cosa significhi battere la casta del cemento e i danni che ha prodotto, per discutere di quale prezzo l’Italia paghi all’abuso, alla sanatoria, alla speculazione, ai condoni. Per discutere ed approvare l’adozione di un Piano Decennale per la messa in sicurezza del nostro terriorio e per salvare il Belpaese.
E’ chiaro che oltre allo spread economico su cui occorre intervenire con urgenza, esistono uno spread ambientale ed anche uno sociale a cui occorre senza indugio trovare risposte.


