Questa mattina ho partecipato alla presentazione di Meraviglioso Modugno, evento inaugurale di Medimex, la Fiera delle musiche del Mediterraneo che si svolgerà a Bari dal 25 al 27 novembre.
Il concerto di questa sera, a cui sto per recarmi, non è un’operazione di ricostruzione filologica e scientifica di un percorso che ha attraversato tanta parte della storia di questo paese, bensì è un’operazione con un approccio serio, non kitch, non provinciale. E’ un approccio che fa vivere il grande pentagramma, i testi straordinari di chi ha cantato l’amore, l’esilio, la fatica, il lavoro, la solitudine, di chi ha narrato passaggi d’epoca attraverso la ricostruzione di figure di umanità struggenti, dolcissime, dolorose. Questo grandissimo repertorio stasera viene reinventato ed è un modo di non tributare un omaggio, bensì di far vivere e di far rivitalizzare quella straordinaria vicenda culturale oltre che musicale rappresentata da Domenico Modugno. Medimex è un grande evento. Dobbiamo saper guardare con attenzione ad un territorio così complesso e delicato come questo e lo stiamo facendo con il massimo della serietà, mettendo in campo il confronto con il mercato musicale, a partire dalla centralità del Mediterraneo. Ed è proprio all’interno del mercato che cerchiamo di far vivere la libertà, la creatività cercando di stimolare il talento e di consentirgli di spiccare il volo. L’idea del distretto della creatività è un idea di società, di organizzazione della cultura e anche di politica con la P maiuscola.
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