Il non voler dimettersi da parte di Berlusconi è ormai una sfida all’Italia, una sfida al buonsenso, una sfida alla verità. Berlusconi non puo’ che procedere con una navigazione a vista, guadagnare qualche ora, qualche giorno, qualche settimana. Vivere insomma come Rossella O’Hara: ogni giorno dire ‘domani è un altro giorno’.
Il problema è che un altro giorno in più per Berlusconi è un giorno in meno per la speranza del Paese di rimettersi in piedi e di trovare il punto di uscita da una crisi terribile. E’ un premier chiuso dentro la sua ossessione di fermare l’azione della giustizia. E’ un premier totalmente incapace di percepire il dolore che stanno vivendo gli italiani. E’ un premier che non è più in grado di frequentare i consessi internazionali. E’ un premier che ha gravemente danneggiato gli interessi del nostro popolo, ma anche l’immagine del nostro Paese nel mondo.
Credo che l’atteggiamento di rinchiudersi nei luoghi del potere possa soltanto accrescere la rabbia del popolo italiano nei confronti di impresentabili e inqualificabili classi dirigenti.
Ecco perché abbiamo bisogno di un governo politico di svolta, e quindi abbiamo bisogno di correre verso elezioni anticipate. Non c’è bisogno di un governo tecnico, che rischia di non essere la medicina giusta per curare la malattia. La crisi che viviamo in Italia ha radici politiche, come del resto la crisi che sta colpendo il mondo.
I tecnici in questi anni hanno in qualche modo coperto, come foglie di fico, scelte politiche che avevano un carattere essenzialmente antipopolare e di macelleria sociale.


