Il quadro relativo alle candidature in Puglia è abbastanza definito e per certi versi irreversibile. La difficoltà di coniugare la vicenda della Poli Bortone alla vicenda del centrodestra pugliese ha una sua radice nella politica; non si tratta di uno scontro tra caratteri o tra persone, non c’è mai una chiave esclusivamente legata ai problemi caratteriali che spieghi la natura di conflitti così aspri. Adriana Poli Bortone si è autonomizzata dal centrodestra, ha fondato un movimento che si chiama Io Sud, si è avvicinata alle posizioni centriste e nel corso dell’ultimo anno ha quotidianamente denunciato il fatto che il governo Berlusconi va all’assalto delle speranze del Sud, è un governo segnato nella ipoteca della Lega Nord e quindi dall’odio nei confronti del Mezzogiorno d’Italia e delle ragioni dei meridionali. Se la Poli Bortone avesse rifatto il salto, sarebbe stato un salto della quaglia, se fosse tornata nel centro destra avrebbe dato davvero una dimostrazione di trasformismo.
E Rocco Palese che è stato preso, mollato, considerato inadeguato da Berlusconi, forse considerato poco videogenico secondo codici di politica che io veramente considero insopportabili, oggi ottiene ciò che merita, di essere il candidato del centro destra. Perchè nessuno come Rocco Palese ha saputo interpretare con passione genuina l’opposizione al mio governo. Questo comunque non significa che ci sia da parte del centro destra una visione politica alternativa, un programma alternativo o una classe dirigente alternativa. Da questo punto di vista credo che il centro destra vive qui una difficoltà strutturale di lungo periodo e tuttavia quando finisce la politica cominciano poi i valori che riguardano le singole persone. Le persone di Adriana Poli Bortone e di Rocco Palese sono assolutamente degne, sono protagonisti della vita politica meritevoli di rispetto.


