In un videomessaggio Nichi augura alle fabbriche di nichi di divenire, sempre più, luoghi propulsori di una nuova indignazione, di una nuova militanza, di un nuovo civismo. ‘Il mio augurio è che le fabbriche di nichi siano con le fabbriche degli altri, con le fabbriche vere - dice - dove c’è fatica, alienazione, sottosalario, dove c’è ancora oggi tanta parte del mondo del lavoro subordinato’ e rivolge un invito a quella ‘generazione che è stata turbata dalla privazione dell’idea del futuro, prigioniera della precarietà e prigioniera del divertimentificio artificiale’, quello di non perdere l’allegria, di fare buone battaglie, in un 2011 di lotta, di conoscenza, di libertà.
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