da Liberazione dell’8.11.08. Di Angela Mauro
”A Ferrero dico: prendi fiato, fermatevi un attimo, non diamo spazio a dinamiche nevrotiche. Stiamo decidendo un ennesimo episodio di guerra intestina? Non voglio questo. Il mio è un appello sincero”. Come previsto, la conferenza stampa di presentazione del documento “Costruire la sinistra: il tempo è adesso” e di lancio della nuova associazione “Per la sinistra” non è l’annuncio della scissione della minoranza vendoliana (47 per cento al congresso di Chianciano) da Rifondazione. Anzi. Dopo il battage degli ultimi giorni sulla stampa, Nichi Vendola cerca di spegnere i fuochi interni al partito. Lo sa, il governatore della Puglia, che rispetto alla Sinistra Democratica di Claudio Fava e agli altri promotori dell’associazione che mira alla costituzione di un nuovo soggetto politico di sinistra, la sua area è meno libera di agire, con una gamba tesa verso la nuova avventura e l’altra legata al partito guidato dalla maggioranza di Paolo Ferrero. Eppure Vendola non dà fuoco alle polveri. “Non abbiamo bisogno di scissioni ma di allargarci, farci contaminare dai segnali di cambiamento che ci circondano”. A cominciare dalle mobilitazioni studentesche, per finire all’effetto Obama, “che è sotto gli occhi di tutti: ha debellato il leader della destra mondiale, Bush”. Dunque, con Ferrero e la sua maggioranza che al congresso ha deciso di presentarsi alle europee del 2009 con il simbolo di Rifondazione comunista (falce e martello compresi) l’interlocuzione è ancora ferma alla fase del “rilancio unitario”. E’ la “nostra proposta - dice Vendola - un cartello elettorale che metta insieme tutti i pezzi della sinistra”, consentendo a ognuno di “mantenere la libertà della propria prospettiva strategica”.
Tutti i pezzi della sinistra, a partire dai promotori della nuova associazione: Sd, una parte dei Verdi (all’iniziativa di ieri c’è il solo Paolo Cento), una del Pdci (l’area di Katia Belillo e l’astronauta europarlamentare Umberto Guidoni, presente ieri), intellettuali e pezzi di società civile (tra i firmatari del documento Moni Ovadia, Alberto Asor Rosa, Maria Rosa Cutrufelli, Giorgio Parisi, Simonetta Salacone, Marcello Cini, Wilma Labate, Luciano Gallino, Margherita Hack, Mario Tronti).


