Il comportamento e le parole usate ieri in diversi episodi da parte del ministro Brunetta sono inaccettabili, di fronte alla situazione dei precari, di fronte ad un tema che costituisce un’autentica tragedia sociale.
E’ inaccettabile perché non si può liquidare con volgarità un problema che interroga la coscienza civile e democratica del nostro Paese. Il dramma della precarietà viene evocato dal Pontefice come da Draghi come una vera e propria piaga sociale. E i precari vivono rimbalzando dal mercato del lavoro alla strada in una condizione di perdita progressiva del sentimento dell’autonomia e della libertà. Una condizione vergognosa a cui non si può replicare con gli atteggiamenti e le parole del ministro Brunetta.
E’ un altro segno della regressione civile che ha contraddistinto il governo delle destre in Italia, è la dimostrazione di come la precarizzazione del mondo del lavoro e della vita delle giovani generazioni siano parte organica di un’idea di società insicura e arretrata.


