nichivendola - 2013

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Articolo: Se la politica è ombra…

Autore: redazione

Vi proponiamo un’intervista a Nichi pubblicata su La Stampa di oggi; la manovra, Tremonti, le primarie e altri gli argomenti affrontati:
Certo, Nichi Vendola non si è mai nascosto dietro le perifrasi, ma ora si dice pronto alla sfida. L’indimenticabile agosto, che ha fiaccato il governo senza rafforzare il Pd ed ha acceso un diffuso sentimento anti-casta, è come se avesse reso inevitabile il bagno di popolo rappresentato dalle Primarie: “Sì, penso che le Primarie siano il punto in cui tutti riusciamo a staccare la spina da un quadro torbido, un processo di ri-politicizzazione non passiva della società”.
Il Pd finora ha fatto orecchie da mercante, ma con questo “clima” come si farà a dire: il capo ce lo scegliamo in quattro stanze di partito…
“Sono tranquillo: le Primarie non sono mai state veramente in discussione. Anche perché mai come oggi la politica si mostra debole, senza pensieri”.
Per renderlo competitivo, il candidato del centrosinistra entro quando dovrebbe essere incoronato?
“Prima si fanno le Primarie e meglio è. La cosa migliore sarebbe farle entro la fine di quest’anno”.
I malevoli dicono: Vendola alla fine si contenterà di fare il capo della sinistra radicale. Lo dica chiaramente: lei punta a rappresentare tutti i progressisti?
“Ad un certo punto ho avuto davvero la tentazione del monaco, perché la mia richiesta sembrava una civetteria, una sindrome leaderistica. Però voglio fare la mia parte per riscattare la politica dalla sua condizione di degrado morale, di chiacchiericcio inascoltabile, rimettendola in connessione con la vita, riscattandola dallo stallo nella quale l’hanno portata i maestri della realpolitik”.
Dopo tanto tatticismo, inconsueto nel personaggio, Renzi ora ammette: farò le Primarie. E la punzecchia sul suo sinistrismo…
“Sono contento se Renzi si candida. Gli faccio notare che non è la Fiom ad aver chiuso Termini Imerese”.
Ma se lei continua a ripetere che la Fiom ha sempre ragione, che i padroni sono quasi tutti affamatori di operai e i magistrati sono infallibili, come farà a parlare a tutto il Paese?
“E infatti io non ho mai detto quel che lei mi attribuisce, non ho una visione manichea della realtà. Io voglio parlare con l’impresa e lo faccio da sette anni. Per esempio: nell’edilizia bisogna continuare a gonfiare di anabolizzanti le periferie o fare molto più edilizia del recupero? Io non mi voglio impiccare sull’albero delle ideologie, ma discutere di merito. Ognuno di noi non può essere soltanto quello di ieri”.
Da anticonformista se la sente di ammettere che le drastiche misure anti-evasione non sono così male?
“Non deve depistare questa controversia barocca. Il teorema vero del centrodestra resta lo stesso: blindatura della ricchezza criminalizzazione della povertà. Mi scusi, ma un governo che si è comportato come un Al Capone istituzionale, che credibilità può avere nell’invocare giustizia divina contro gli evasori fiscali? La galera per i i tre milioni in su è una nuova “tremontata”".
Come si fa a dirlo, a prescindere di qualsiasi verifica?
“La modalità comunicativa di Tremonti oramai è abbastanza leggibile. Anzitutto c’è un grande annuncio che serve a drogare i i titoli dei giornali e a depistare l’opinione pubblica dall’essenza della sua politica: macelleria sociale, senza intaccare i privilegi della casta finanziaria, ma uccidendo il Welfare e portando ad un violento impoverimento del ceto medio”.
Un violento impoverimento per opera di Tremonti: non esagera?
“Scusi ma come dovrei esprimermi quando il governo, tagliando su scuola e ricerca, intacca il principale capitale sociale del ceto medio? La certezza di poter investire sui propri figli. Dove è la crescita? La crescita eco-sostenibile entro un nuovo modello di sviluppo non è retorica domenicale, ma non ne ne parla”.
Il Pd ha anticipato e poi dato ragione al governo sulla costituzionalizzazione del pareggio di bilancio. D’accordo?
“La proposta è irricevibile. Non si fa prima a cancellare gli articoli 1 e 3 della Costituzione? La verità è che si va disfacendo questa Europa, ostaggio di tecnocrazie che parlano da luoghi invisibili, come oracoli. Le stesse tecnocrazie che hanno contribuito alla catastrofe. Ma se la politica è l’ombra del mercato, vivrà come un mercatino”.


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