Dopo anni e anni di intercettazioni telefoniche, di controlli, di radiografia della mia azione di governo, questa è la mia seconda archiviazione. I giudici, sia gli inquirenti che il gip, scrivono che in nessun atto, in nessuna parola da parte mia c’è una condotta che abbia un profilo penalmente rilevante. Sono molto felice di questo perché ho sempre impostato la mia azione di governo nell’interesse e nel rispetto dell’interesse verso i cittadini pugliesi e la lettura del decreto di archiviazione della mia posizione per me è una ragione di grande soddisfazione”. Lo ha detto il presidente della regione Puglia Nichi Vendola nel corso della conferenza stampa convocata questo pomeriggio per dare notizia dell’avvenuta archiviazione disposta dal gip della sua posizione all’interno dell’inchiesta sulla sanità in Puglia.
“È molto interessante la lettura del decreto della richiesta di archiviazione fatta dai pm – ha ribadito Vendola - perché consente di inquadrare bene i fatti e avere giudizi sereni. Dopo 4 anni di indagini a tappeto dunque non solo non emerge nessun profilo di reato nei confronti della mia persona e neanche nei confronti dell’attuale mio capo di gabinetto, ma ci sono anzi circostanziate testimonianze di quale fosse lo stile che ha sempre contraddistinto la mia condotta sempre nella vita pubblica,m cioè l’interesse e la difesa dell’interesse collettivo. Da questo punto di vista rivendico ogni singolo atto e ogni singola parola o telefonata che ho fatto nell’esclusivo interesse della cosa pubblica e della comunità pugliese”.
Per quanto riguarda il meccanismo dello spoil system Vendola ha ribadito che “lo spoil system è previsto dalla legge, nel senso che la legge affida ai governi regionali la selezione dei manager sanitari attraverso un mandato di natura fiduciaria. Pur tuttavia voglio rivendicare il fatto di non aver mai adoperato questo criterio. Nelle migliaia e migliaia di pagine di intercettazioni, voi potete accorgervi di una ossessione ricorrente mia e del mio capo di gabinetto. L’ossessione è chiedere sempre ‘ma è una persona perbene?’ ‘è una persona competente? È una specie di ritornello ossessivo che ritorna sempre. Non troverete nulla su di me. Io ho cercato di uscire dalla logica dello spoil system. Semplicemente io non l’ho applicato perche ho selezionato molti manager dal passato, molti manager che vivevano all’interno del sistema del mio predecessore, da Castrignanò a Calasso, a Scoditti, a Dattoli, a Moretti”. Vendola poi ha parlato di un vero e proprio “modello pugliese” da estendere oltre i confini regionali per farlo diventare “modello nazionale”, quello cioè di provare a trovare un altro percorso per selezionare il management “con selezionatori che non siano dei politici e con criteri i più obiettivi possibili”. “In Puglia – ha detto Vendola – abbiamo cominciato la più grande rivoluzione possibile in questo campo, abbiamo fatto la legge più all’avanguardia in Italia, stiamo compiendo un lavoro enorme di formazione e selezione di manager il cui percorso terminerà tra qualche settimana quando ci sarà il cambio del management”.
Ad una domanda poi di un giornalista sull’utilizzo delle intercettazioni e sulla loro pubblicazione sui giornali, Vendola ha detto: “non ho affatto cambiato idea perché oggi ho potuto fare una conferenza stampa dove posso difendermi, posso rigettare naturalmente interpretazioni che mi sembrano frutto di errore dovuto ad una lettura forse troppo frettolosa degli atti. Ma non penso di dover inveire contro quel gip che non era competente e che ha voluto fare quelle annotazioni. Le ha volute fare io sono qui libero di parlare e di spiegare il contesto. Io non sono scontento delle intercettazioni telefoniche perché non c’è alcun dubbio che comunque svelino un certo livello di spregiudicatezza nella gestione della cosa pubblica e una contiguità tra cosa pubblica e circuiti affaristici che va assolutamente spezzato. Ma per me è utile ed è utile per i cittadini potersi confrontare con il potere nella sua trasparenza. Io non mi sento ferito nei miei diritti e nelle mie prerogative. Io sono qui e mi sto difendendo. Cerco di farlo con garbo perché rispetto il lavoro dei magistrati”.
Per quanto riguarda la telefonata intercettata tra Vendola e Tedesco sulla necessità di cambiamento di una legge, il Presidente ha spiegato a cosa si riferisse. “Dopo aver accorpato le due Asl di Lecce affidandole al commissario straordinario Rodolfo Rollo per 14 mesi, ci siamo trovati di fronte, al momento della nomina di direttore generale, ad una vecchia normativa nazionale che avrebbe impedito la nomina dello stesso Rollo (essere dipendente di una Asl escludeva la possibilità di diventarne il direttore ndr). Con la modifica del titolo quinto però i poteri in quella materia sono passati dal legislatore nazionale a quello regionale. Noi siamo intervenuti ( e ricordo che la norma fu approvata in commissione all’unanimità) perché sentivamo necessaria garantire la continuità nella gestione di quella Asl”. Infine sul caso Sanapo Vendola ha parlato “di qualche equivoco di troppo” e ha ricordato i motivi per i quali ha chiesto la rimozione. “L’anomalia era rappresentata da Sanapo che riceveva nell’ufficio politico del mio vice presidente cittadini, conoscenti etc. Non mi piaceva l’idea che un dirigente della Asl facesse queste cose in una sede politica”.
Fonte Press Regione
Nota della redazione:
Con la legge regionale n. 4 del 25.2.2010 si è infatti statuito che gli aspiranti alla nomina di Direttore Generale siano:
1) valutati da una commissione composta da un rappresentante dell’Agenzia Nazionale per i servizi sanitari regionali, un docente designato dalla conferenza dei Rettori delle Università di Puglia e un esperto di management;
2) sulla base della valutazione, basata sull’esame dei curriculum e di un colloquio orale finalizzato a valutare le competenze in materia di diritto, economia e managemente, inseriti dalla commissione in un elenco di idonei - sottoposto all’approvazione della giunta regionale-;
3) obbligati a partecipare a un corso di formazione manageriale;
4) infine designati dalla Giunta Regionale previa acquisizione del parere della Conferenza dei Sindaci e del Consiglio regionale.


