Pubblichiamo il comunicato sulla conferenza stampa di Nichi Vendola e dell’Assessore Pelillo, tenutasi oggi a Bari, in merito al San Raffaele del Mediterraneo di Taranto:
Confermato l’investimento di 200 milioni per un grande ospedale pubblico tarantino (sia con la sperimentazione gestionale del San Raffaele di Milano sia con un’altra struttura di eccellenza) e confermata anche la natura pubblicistica dei contratti per tutti i lavoratori medici e paramedici del futuro ospedale (nel caso in cui fosse la Fondazione San Raffaele del Mediterraneo). Il bando per la progettazione del nuovo ospedale inoltre sarà pubblicato dopo le opportune verifichi che la Fondazione del San Raffaele del Mediterraneo effettuerà con il nuovo management del San Raffaele di Milano per avere certezza e garanzia di continuità del progetto di “sperimentazione gestionale”. E se il San Raffaele di Milano dovesse andare incontro ad un fallimento, la regione Puglia continuerà nell’investimento di 200 milioni di euro per garantire alla città di Taranto un ospedale pubblico di alto livello. Questi in sintesi alcuni gli elementi emersi nella conferenza stampa di questa mattina convocata dal a Bari Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola per fare chiarezza sulla vicenda del San Raffaele del Mediterraneo. Insieme con lui, nell’incontro con i giornalisti, anche l’assessore al bilancio Michele Pelillo, il sindaco della città di Taranto Ippazio Stefàno, il Presidente della Provincia di Taranto Giovanni Florido, il direttore generale dell’Asl tarantina Fabrizio Scattaglia e il presidente della Fondazione San Raffaele del Mediterraneo Vittorio Dell’Atti.
“Noi abbiamo deciso, e questa mattina io l’ho confermato - ha detto il Presidente Vendola ai giornalisti - di investire 200 milioni di euro per costruire a Taranto uno dei più importanti poli della salute del mediterraneo. Non soltanto cioè un grande ospedale di avanguardia e moderno ma anche un centro di formazione, di didattica e di ricerca. Appunto, un polo della salute. Ribadisco - ha sottolineato ancora Vendola - con il San Raffaele di Milano non abbiamo alcuna relazione economica finanziaria. Stiamo cioè parlando solo di una sperimentazione gestionale di tre anni”.
Poi Vendola ha inteso chiarire anche una vicenda sollevata in questi giorni da più parti e che riguarda le preoccupazioni legate alla forma contrattuale dei medici e degli infermieri che oggi operano dei due ospedali tarantini, il Santissima Annunziata e il Moscati. “Io vorrei rassicurare questi lavoratori - ha detto Vendola - perché varranno, sia per loro che per i nuovi assunti, per oggi e per domani, solo contratti di natura pubblicistica in modo tale che nessuno possa speculare su questi aspetti”.
In merito poi alle voci di possibile fallimento del San Raffaele di Milano e le possibili ripercussioni sul San Raffaele del Mediterraneo, Vendola ha ribadito che la decisione è quella di aspettare. “Se ci fosse il fallimento - ha detto Vendola - è ovvio che per noi cambierebbe la natura della fondazione pugliese ma non il nostro obiettivo che resta quello dell’investimento di 200 milioni di euro per la sanità pubblica tarantina. Se invece non ci fosse il fallimento, a quel punto noi, avendo già pronti i bandi per la progettazione, li potremo mettere subito a gara”.
“Chissà perchè ogni volta che si vuole portare sollievo alla città di Taranto e al suoi dolori - ha detto il Presidente Vendola - c’è chi prova ad intorbidire le acque e che prova a distruggere tutto quello che di positivo tentiamo di fare. C’è chi vive lucrando sui dolori e sulle tragedie di Taranto, c’è chi deve dare sempre una rappresentazione negativo di tutto. Forse c’è anche un business rilevante. Nonostante infatti i medici eccellenti che ci sono a Taranto e lo spirito di abnegazione degli operatori sanitari, un tarantino su tre fugge dagli ospedali tarantini per andare a ricoverarsi nel nord. Noi spendiamo tra i 120 e i 130 milioni di euro all’anno per la mobilità passiva cioè per le cure fuori regione. È come se noi, regione Puglia, ogni anno regalassimo prevalentemente al Nord un ospedale da 120 milioni di euro”. Infine per quanto riguarda il ruolo della sanità privata in questa vicenda Vendola ha detto che “sulle carenze della sanità tarantina lucrano anche circuiti di sanità privata. Questi sono gli interessi che noi stiamo toccando . Sono troppi coloro che si arricchiscono sulle tragedie e sui dolori di Taranto. Noi vogliamo invece portare sollievo alla città di Taranto”.


