nichivendola - 2013

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Articolo: Svuotare dal fango…

Autore: redazione

Vi proponiamo un’intervista a Nichi, a cura di Goffredo De Marchis, pubblicata su Repubblica di oggi.
ROMA - Nichi Vendola non crede affatto alla fosca previsione di Casini sull’alleanza di Vasto Pd-Idv-Sel ormai definitivamente archiviata. Crede invece che il leader dell’Udc sia un po’ nervoso. E spiega perché: “Lego il suo protagonismo un po’ smodato all’improvviso affollamento di potenziali leader del centro. A fortune elettorali invariate, con oscillazioni dello zero virgola, ci sono troppi contendenti in quell’area”. Ma sul governo Monti, anche grazie a Napolitano “punto di riferimento morale”, il governatore pugliese ha decisamente cambiato idea: “Non penso più al voto anticipato. Quella di Sel è un’interlocuzione attenta verso l’esecutivo. E non coltivo retropensieri. Non confido nella sventura di Monti”.
Casini avrà pure problemi di leadership ma appare scontato che il quadro delle alleanze cambierà all’ombra del nuovo esecutivo.
“Io avevo capito che il governo di emergenza serviva ad affrontare l’aggressione speculativa e non a strappare la foto di Vasto o peggio ancora a impedire l’esercizio della democrazia, ad avere il diritto di veto sul diritto di voto. Stimo Casini ma spero che la sua non sia un’operazione verità. Lui immagina alleanze ibride per il futuro. Più che coalizioni politiche organismi geneticamente modificati. Per il Pd prepara l´abbraccio della morte con il Pdl. Sono pronostici che non fanno onore a chi si sente erede della Democrazia cristiana. In questa confusione e mescolanza rischia di morire la politica”.
Quindi fra un anno e mezzo la foto di Vasto sarà ancora fresca?
“Se pensiamo che la politica viva e muoia nel teatrino allora saranno protagonisti gli strateghi della tattica. Se invece osserviamo che la crisi ha a che fare con la natura del liberismo, se pensiamo che gli artigli degli speculatori debbano essere limati dalla politica. Se mettere al riparo l’Europa significa ragionare di come si produce ricchezza e di come si redistribuisce, allora voglio vedere chi è più riformista”.
L´alleanza tra Pd, Idv e Sel?
“La foto di Vasto è importante perché evoca un’uscita a sinistra dal berlusconismo. C’è chi al contrario pensa che si debba uscire da destra, che alle due gambe su cui si è retto Berlusconi, poulismo e liberismo, si possa togliere la prima e zoppicando continuare a camminare sull´altra. Ma così andiamo verso il burrone. L´alleanza di Vasto nei sondaggi continua a rispondere alla domanda di cambiamento. E persino il successo di Monti nelle rilevazioni dimostra la forza di questa domanda. Se la risposta viene negata ci saranno problemi seri per la democrazia”.
Per esempio, lo scontro tra Fassina e Ichino non dimostra che le cose sono cambiare rispetto a qualche mese fa?
“Sono sbalordito dalle parole di Ichino all’indomani della chiusura di Termini Imerese. Sono parole agghiaccianti. Lui insiste a presentare Marchionne come un oracolo della modernità. Ma ormai abbiamo capito dove ci vogliono portare i professori che dicono di voler uscire dal ‘900. Non nel nuovo millennio, ma indietro all’‘800, questa è la verità. Ichino mi fa venire i brividi, dimostra l’esistenza di una politica meschina e genuflessa, che non è neanche capace di chiedere alla Fiat un piano industriale. Fassina invece per noi è un interlocutore prezioso”.
Chiede sempre il voto nel 2012?
Per me oggi l’emergenza non è votare ma svuotare l’Italia dal fango e dalla sedimentazioni di violenza sociale. Spero che Monti affronti lo spread ambientale, con la messa in sicurezza del territorio, e lo spread sociale, con una patrimoniale. Spero insomma che mi stupisca, confermandosi all’altezza della migliore tradizione liberale italiana”


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