Con i conti in equilibrio economico-finanziario certificati dal Ministero dell’economia e con un piano di rientro che non aumentava le tasse, posso dire che sono state le nostre virtù a preoccupare i nostri avversari e non i nostri vizi. È in atto un attacco proditorio alla Puglia, ispirato da quei traditori della patria che con i loro comportamenti spregevoli pensano di poter lacerare il tessuto economico-sociale pugliese e di condurre una specie di infinita campagna elettorale. La Puglia è l’unica regione del centro sud a non avere la sanità commissariata ed è proprio questo il punto: il commissariamento sarà l’effetto naturale della negazione delle risorse di oggi. Tuttavia il ministro Tremonti sa bene che il suo è un atto gravissimo e senza precedenti. Qualcuno immagina che per colpire me si possano dare pugni a 4 milioni e 200 mila pugliesi dimostrando di avere una concezione barbarica della lotta politica. Dovrebbero mettersi in ginocchio e chiedere perdono alla Puglia per i danni che hanno inferto e vorrebbero infliggere. Non è possibile immaginare che un gioco politico possa determinare un danno di 500 milioni di euro alla Puglia. Bisogna porvi riparo e credo che il Consiglio dei Ministri non potrà far altro che varare un decreto per riaprire i termini della presentazione del piano di rientro. Intanto sono in contatto con tutti i livelli di poteri dello Stato affinché mercoledì si possa arrivare a una soluzione che sani questo vulnus gravissimo nella storia italiana.


