Oggi il Consiglio regionale della Puglia ha nominato il garante dei detenuti: abbiamo scritto una pagina di civiltà perché la condizione delle carceri in Italia è una vergogna assoluta, un’indecenza planetaria. Noi abbiamo raggiunto quota 70mila detenuti in carceri che ne possono contenere a malapena la metà. Siamo in violazione di tutti gli standard internazionali sul rispetto dei diritti dei detenuti. Siamo in piena violazione di ciò che prevede la Costituzione italiana. Non è scritto che la pena debba significare umiliazione della persona e violazione dei suoi diritti umani fondamentali e nelle carceri italiane c’è la violazione di diritti fondamentali. Non dimentichiamoci che abbiamo una percentuale di suicidi che è la più alta della storia, abbiamo situazioni di violenza e di omicidi. Non dimentichiamoci che l’Italia è il paese di Stefano Cucchi. Dotarci dunque del garante dei diritti dei detenuti in Puglia è un passo minimo, indispensabile ed essenziale per monitorare le nostre carceri. Quelle pugliesi sono al top del sovraffollamento. Ma c’è di più. Vorremmo che cambiassimo la logica perché in Italia in questi anni si sono riempite le carceri aumentando le pene per i reati legati alla devianza e alla povertà mentre si sono depenalizzati i reati dei gangster con i colletti bianchi. In altre parole si è depenalizzato il crimine dei ricchi e si è sovrapenalizzato il crimine dei poveri per cui la povertà va in galera e la ricchezza nei palazzi del potere.


