Ieri ho respirato il profumo del futuro in un incontro con gli studenti di Economia dell’Università Bocconi. È stato un momento davvero bello, intenso, partecipato.
Ho incontrato tantissimi giovani donne e uomini che hanno sogni grandi e pensieri molto più alti e nobili, rispetto alla realtà in cui vivono, fatta di promesse deluse e di mortificazione delle ambizioni. Ho incontrato una generazione che ha voglia di confrontarsi e di riprendere in mano il proprio futuro, un pezzo della nuova generazione di questo paese che ha molti dubbi, molte incertezze, ma ha le idee chiare.
E oggi sono rincuorato, arricchito. Perché una volta di più, ho avuto la certezza che i giovani sono la vera forza propulsiva del nostro paese, altro che nucleare; sono rincuorato perché ancora una volta ho compreso che i nostri giovani hanno a cuore e credono nell’Università come luogo di formazione e di socialità, nella cura e nell’investimento sui beni comuni, sulla cultura; sono rincuorato perché il nostro paese dimostra di possedere un patrimonio che vale più di qualsiasi altra forma di ricchezza: giovani donne e uomini che preferiscono sviluppare autonomamente la capacità di visioni alternative, rispetto a quanto propinato quotidianamente dal mondo asfittico delle tele-visioni. L’Italia non è solo reality e “Drive in”.
Oggi sono rincuorato perché ho incontrato molti giovani che non hanno l’orizzonte ingombrato dal proprio ombelico, anzi, dimostrano di avere lo sguardo ben saldo sulle tematiche cruciali per il futuro del nostro paese e del mondo: la questione energetica e l’ambiente, l’economia e le disuguaglianze, l’allargamento e il cambiamento dell’Europa che non può rinchiudersi in mille piccoli rivoli recintati. E poi l’importanza dell’unità d’Italia. È stato il modo migliore per festeggiare i 150 anni dell’unità del nostro paese, con rinnovata fiducia nel nostro futuro.


