Al dr. Pignatone va tutta la nostra solidarietà.
A Reggio Calabria, dall’inizio dell’anno, è un susseguirsi di inquietanti e pericolosi messaggi di intimidazione nei confronti dei giudici che hanno dato nuovo impulso alla lotta alla ‘ndrangheta, e a cui le Istituzioni devono garantire sostegno e protezione.
Altro che commissione d’inchiesta sulla magistratura! Chi dice che vuole combattere la mafia lo dimostri ora con i fatti, con mezzi e risorse alle forze dell’ordine e ai magistrati impegnati in prima linea contro la crimnalità organizzata.
La battaglia contro le mafie nel Sud può essere vinta solo se l’azione dello Stato si unisce alla battaglia quotidiana di cittadini meridionali, di giovani, di associazioni che credono nella legalità e nella trasparenza, come hanno dimostrato i giovani calabresi per le vie di Reggio dieci giorni fa.
Non possiamo e non dobbiamo lasciare soli di fronte alla reazione rabbiosa delle cosche, né i magistrati né quei ragazzi e quelle ragazze che sono il futuro e la speranza del Mezzogiorno.


